Caduto

by Alessandro Grazian

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1.
Caduto 03:02
E sono caduto ed ho pensato che ero sbagliato ad essere sincero a stare chiuso solo in case aperte in me mi sembrava tutto troppo grande per essere amato fino in fondo per essere nascosto in cuori piccoli e sono caduto ed ho sperato di esser salvato da tutto il mio bisogno di non rimanere più solo e leso mi sono distratto senza occhi e ai miei rintocchi del cuore ho perso amore facendo a pezzi i miei sorrisi fragili
2.
Ammenda 03:08
Sono diverso, sono immaturo son sepolto da torri di fumo sono oscurato da un torrido amore son pernicioso, sono un odioso scaldo di lacrime un letto pietoso sono abbagliato da un cieco rancore incatenatemi dentro una gabbia non lo vedete che sono un villano? sono un malato, un dolce perdente nutro di nero quello che ho di mente schiavo di un vezzo orrido e sporco sono la carne malata di un sorcio sono distante dal cielo e dal mare sono disposto solo a rinunciare guancia nervosa, truce cipiglio son la vertigine di uno sbadiglio sono inchiodato da un sordo terrore son timoroso, sono un penoso sazio di inutile il mio circo ombroso sono la spalla alla mia menzogna ricompitatemi tutte le leggi non lo vedete che son dissidente? sono sbagliato non sono abbastanza guardo intesito le mie debolezze il ciambellano di un trono esiziale il mio esercizio è quello di star male sono vicino ad un margine amaro della mestizia son depositario depositario, ammenda
3.
Mi sento chiuso in allucinazioni così piccole che potrei fargli male così piccole che mi posson far bene respirandomi, levigandomi e più mi respiro più assomiglio al mio profilo fatto di smorfiette, gesti démodé di carezze e di fossette di luce asciugo braccia, occhi e faccia dita, trecce e tutto ciò che ho da scaldare io mi suono, stendo e muovo nel mio altare di poesie naïf o di attimi e nei miei sorrisi senz’affetto a tutti resi porto stanco limiti appesi ai perché verso ciò che spesso chiamano l’osé prosopografie posso scavare in tutte le mie mani per raccogliervi carezze e cortesie così grandi da frustrarmi le manie dei miei doni in più, cuori senza “tu” e nel mio prospetto c’è rimasto del rispetto ma le piaghe sono acidissime e le redini si sciolgono da sé illuminato dentro un sole che nel ghiaccio dei miei occhi ha la sua schiena che ha le spalle ricoperte di una pena impalpabile, detestabile e con la prudenza di chi acquista la decenza tra le pagine di una malinconia nella pelle affondo la mia fantasia prosopografie mi nascondo sotto ai miei lineamenti questioni caprine di necessità fiele in me, piume in me e nell’amore scene a sé senza me
4.
Santa Sala 04:19
La tua mente si è un po’ sdrucita e ti ha lasciato due labbra secche e occhi speciali per vedere poesie che chi sta bene non vede mai Santa Sala, a Santa Sala, Santa Sala sabbia che suona cadendo piano da una tua melodia questa voce si è illuminata in un sorriso che vale poco ed è la figlia del tuo unico figlio sbocciato dalla fantasia Santa Sala, a Santa Sala, Santa Sala Santa Sala, a Santa Sala Santa Sala, a Santa Sala dalla sua bocca non esce più la voce calda che avevi tu
5.
Tattile 02:59
Le labbra si mordono piano le mie ferite le guance si tendono carne per sorridere le dita si aprono in chiome ed io mi sto perdendo le mani si allungano al cuore che si sta piegando mi sta piegando mi sta piegando mi sto piegando
6.
Novizio 01:47
Ho creduto di farcela arrampicandomi lungo il mio petto puntellando nozioni su quelle ferite che mi eran difetto mi pensavo arrivato là dove non ero che solo all’inizio di un cammino complesso cui io ero novizio poi ho cercato di spremere tutte le cose che avevo da fare dipingendo saluti su mani che non ricordavo d’avere e mi sentivo ingannato da tutti quei sogni a mia volta traditi e lasciati sfiorire in pensieri abusati alla fine ho tentato di dire ciò che pensavo trascinando nel vuoto certezze che diradavo e mi vedevo rivivere tutte le vite che non ho vissuto imitando passioni e parole vietate mi pensavo arrivato là dove non ero che solo all’inizio di un cammino complesso cui io ero novizio
7.
Oggi hanno vinto loro e non sono uscite parole dalle tue labbra disegnate nel sole si son fabbricati un trono e ti hanno sorriso prima di baciare il tuo viso oggi hanno vinto loro e stavi accarezzando il fianco del tuo sogno vestito di bianco oggi hanno vinto loro e non sono uscite parole dalle tue labbra disegnate nel sole sto vivendo la tua grazia
8.
Ottima 03:34
Non voglio restare una vita a sudare disteso su campi di niente ho scavato nel sole per dare un colore ed un senso alle mie ombre ho bisogno di essere il più redivivo di tutti quelli che conosco e mischiare la gioia con quello che non oso più il futuro è passato davanti agli errori spremuti e velati confondendo ottimismi con rigidi dogmi e ventri beati si potrebbe anche dire che sono viziato da troppe vicende ma il mio senso lo voglio inventare lontano da qua no, non voglio sprecare la vita a dosare miraggi passioni dispetti inquinando parole con sciabole amare ed amori perduti per vette che non posso raggiungere neanche se vivo recluso in un cesto imparando a smarrire i talenti dell’ingenuità mi potevo raccogliere sul marciapiedi di un era di pace sotto l’arcobaleno nel giorno sereno di una cicatrice quasi fossi la buccia di un sole caduta sui miei sentimenti ora spruzzo la vita sul viso della volontà ottima non voglio restare una vita a sudare disteso su campi di niente ho scavato nel sole per dare un colore ed un senso alle mie ombre ho bisogno di essere il più redivivo di tutti quelli che conosco e mischiare la gioia con quello che non oso più no!
9.
Io non sono poi tanto sveglio povero sciocco, sporco di arroganza sbandiero a stento la mia stolta presenza in questa casa, malata di bellezza di dolci amori che fieri fanno breccia tra le pareti che turbano i profumi dei miei ricordi che mai sono in disuso e mi rivedo ferito in questo specchio drenare gioia dal mio secchio io non sono che un dolce tordo pilota cieco con le ali di ferite dal volo scarno in bottiglie di carne che ha perso tutto, la spada ed il suo lutto che taglia i rami che portavano il frutto e graffia graffia la gola tra le mani e sta a lagnare di quanto siamo umani mettendo all’indice il suo vivere male in posizione orizzontale io non sono poi tanto ardito ricco di niente, lido di fiacchezza avvezzo ai torti che computo in stanchezza in questo borgo melenso e capriccioso vado a Canossa con uomini penosi che son le facce di tutte le monete che ho nelle borse degli occhi e della sete e mi ritrovo feroce in questo fosso come un cane senza l’osso io non sono che un petulante sono intristito dal non essere felice aduso a tutto tranne che a un po’ di pace sotto una benda che ho posata sul costato ho tutto il vuoto da recidere al passato che mi ha colpito mentre già mi consolavo di tutti i sogni che affogavo nel mio lago e adesso piango un bacio che ne vale un’oncia del mio amore trafitto a lance vado a Canossa, vado a Canossa
10.
Voi non capirete mai però io capisco e sto male voi non lo vivrete mai però io lo vivo e non so giudicare la differenza tra un dolore e un premio speciale voi non vi spezzate mai però siete sempre più chini voi non vi fermate mai però io mi fermo e non ho che una rosa di sconfitte da infilare nelle vostre fitte d’un sottile sgualcito episodio ho investito una vita nell’odio mentre gli altri gridavano “grazie” io dicevo “mbeh” nella mia piccola e dolce assenza ho trovato una fragile essenza voi non vi ferite mai però non avete che lame voi non sverrete mai però se svenite non so consolare la mia distanza dal patibolo di essere normale negli umori più neri del cuore ho cucito il mio dolce splendore dove gli altri osavano troppo io venivo colliso nella mia piccola e dolce assenza mi son dato alla mia differenza
11.
Serenata 02:08
Amore mio dove sarai a fianco del sole o a spasso col bene? tesoro mio mi schiudo a fianco di tutti i sogni che son gli stessi che hai tu ferita mia scintilla che riscateni il caos in fondo a me la malattia mi stringe un pò da quando ti, da quando ti ho rivisto amore mio mi sposto piano intorno ai miei passi che sembrano i tuoi tesoro mio mi fa più male di quando ti amavo veramente
12.
Via 02:51
Volo via che fa male solo un soffio può spezzare il mio corpo che nel torto si è curato ma ha sbagliato esco da quello che sono lungo tracce di un perdono mi nascondo nel mio fondo volo via pedinando quello che mi sta salvando ma le pene quelle sène e recidive sono vive non ci sono soluzioni né torrenti di passioni nel mio petto c’è il dispetto a volte la pazienza è una dissolvenza volo via che fa male ogni spina può bucare la mia mente trasparente nel cassetto del difetto butto sangue sul passato dal ginocchio vellutato mi ribello ad ogni orpello volo via pedinando quello che sto dipanando sto vedendo e risalendo la mia noce fino a foce non ci sono mai novelle rompo il guscio della pelle e nella scia volo via

about

Un disco Trovarobato/Macaco Records (TRB 004 / MCC 005)

credits

released October 3, 2005

Testi, musiche e produzione artistica di Alessandro Grazian

Arrangiamenti a cura di Alessandro Grazian, Enrico Gabrielli e Giambattista Tornielli

Registrato in presa diretta al "Banale" di Padova il 20 e 21 giugno 2004
Registrazioni addizionali effettuate durante l'autunno 2004
Registrato da Massimo Trisotto tranne le voci di Alessandro Grazian (registrate da Massimo Trisotto e Francesco Fabiano), le voci di Romina Salvadori (registrate da Emanuele Wiltsch e Massimiliano Lupo) e le voci del Coro Medoacus Maior (registrate da Alessandro Grazian)
Mixato e masterizzato al Kamikaze Hit Farm di Padova da Francesco Fabiano nel'inverno/primavera 2005

Foto di Valentina Cogo
Progetto grafico di Alessandro Grazian

Produzione esecutiva di Alessandro Grazian, Giambattista Tornielli ed Emanuele Marchiori

Giambattista Tornielli ed Alberto Danielli appaiono per gentile concessione Zzolc
Il Coro del Medoacus Maior è composto da Alessandro Arcuri, Elisabetta Benfatto, Beppe Casales, Emanuele Marchiori, Alida Pellanda e Chiara Pomiato ed è stato coordinato da A. Grazian
Santa Sala è stata realizzata anche grazie al contributo creativo di Matteo Buzzanca

Ringraziamenti: Giambattista Tornielli, Enrico Gabrielli, Romina Salvadori, Maria Anna Russo, Alessandro Arcuri, Alberto Danielli, Massimo Trisotto, Francesco Fabiano, Emanuele Wiltsch, Massimiliano Lupo, Matteo Buzzanca, Massimo Bertocco, Valentina Cogo, Elisabetta Benfatto, Beppe Casales, Emanuele Marchiori, Alida Pellanda, Chiara Pomiato, Massimo Curtolo, Alessia e Anna Garbo, Ingrid Iencinella, Chiara Mendolia, Andrea Chimenti, Marco Cassino, Emilia Martignon, Gastone ed Emanuela Grazian, Sergio Marchesini, Fabio De Min, Mariposa.

Contatti: www.alessandrograzian.it / info@alessandrograzian.it

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Trovarobato Bologna, Italy

Trovarobato è nata a Bologna, come marchio per gestire l’attività dei Mariposa.

Trovarobato ha poi creato un catalogo di musiche ed esperienze musicali alle quali si è sentita affine e alle quali, in diversi frangenti, ha dato una casa e un pasto caldo. ... more

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