Phases In Exile

by Miles Cooper Seaton

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    EXCLUSIVE ITALIAN RELEASE - AVAILABLE IN ITALY ONLY
    Stiff cardboard case compact disc with images by Ana Blagojevic. Includes lyrics booklet in English and Italian. Packaging designed by Leanne Pedante.

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1.
03:11

about

EXCLUSIVE ITALIAN RELEASE - AVAILABLE IN ITALY ONLY

Full Tracklist:
1. Out Here
2. Pacts With Beasts
3. I Am That
4. It Just Does
5. Little Prince
6. Persona (The Killer)
7. Division
8. Nothing Lasts
9. Death and the Compass
10. Homes by the Sea

Mentre lavoravo a questo disco, in primo piano nella mia mente c’erano immagini del deserto occidentale degli Stati Uniti. Subito prima di registrarlo, avevo guidato dalla Carolina del Nord a LA, fermandomi in Arizona, nel New Mexico e nel West Texas. Poi mi sono girato, ho guidato indietro verso casa e ne ho fatto le orchestrazioni.
Un’immagine che ho fissa in testa è l’alba sulle montagne mentre lasciavo Taos alle 5:30 di mattina. Stavo ascoltando Death and the Compass e c’era la forte sensazione che la musica non fosse un accompagnamento ma un elemento fondamentale dell’esperienza – qualcosa di simile alla sinestesia, dove la percezione del tutto si fonde insieme. Dava la sensazione di essere un segnale o una guida verso ciò che stavo cercando di fare con questa musica. L’ho presa come un’indicazione del fatto che stavo andando nella direzione giusta.
Quando osserviamo dall’alto di Monument Valley o del Grand Canyon, o da qualche altro imperscrutabile punto d’osservazione, nella percezione distorta della profondità che proviamo c’è una sensazione di presenza senza limiti. La nostra innata sensazione di vuoto in qualche modo si fonde col vuoto che abbiamo attorno. Non è la stessa sensazione di quando osserviamo da uno strapiombo sull’oceano: quella è una sensazione di un recipiente che viene riempito, o di un potenziale che viene realizzato, anche se è solo un’illusione.
Sono questi, per me, i fattori contrastanti: unire un metodo compositivo minimale (o minimalista) e paesaggistico con qualcosa di molto lirico e diretto. Cercare di creare, per quanto possibile, un’esperienza per l’ascoltatore in cui possano riconoscersi non solo come una parte della vastità che li circonda –nella vita quotidiana, o nell’atto di ascoltare musica o fruire una performance – ma come quella stessa vastità.
Quel paesaggio che è descritto in Shaker Loops di John Adams, o nei pezzi per organo e percussioni di Steve Reich, invita la nostra immaginazione a piazzarci psichicamente o addirittura fisicamente al suo interno. L’effetto è innegabilmente potente, cosa di cui faccio tesoro e da cui cerco spesso di attingere. Ma il primo obiettivo della musica in forma canzone di questo disco è di condurre l’ascoltatore verso questa vastità non solo fisicamente e psichicamente ma anche emozionalmente. Il narratore è la tua guida verso lo spazio. Poi, a un certo punto, ti abbandona a contemplare la vastità del canyon di fronte a te, e gli elementi fisici, psichici ed emotivi cedono di fronte a una consapevolezza generale di essere quello spazio. Quello spazio è la vastità. È diversa per ogni persona, che ci si voglia relazionare a essa come alla molteplice vastità dell’inconscio collettivo pulsante all’interno dell’esperienza tecnologica globale, o che la si veda come la vastità senza limiti del cosmo che si annida dietro alle minuscole stelle nel cielo notturno.

Phases in Exile assumerà le seguenti forme nel corso del 2016:

1. Un album, il primo materiale in forma canzone che faccio uscire a nome mio dopo oltre 14 anni nei quali ho registrato e suonato con gli Akron/Family
Pubblicato in Italia su Vaggimal / Trovarobato Records.

2. Una serie di concerti site-specific concentrati sull’idea di portare la musica in vita all’interno di spazi di importanza culturale e storica in ognuna delle venti regioni italiane
Lavorerò con musicisti locali creativi e talentuosi in maniera istintiva e spontanea per poter creare una performance ricca e unica partendo dall’ossatura delle mie canzoni. Ci ritroveremo in luoghi che abbiano una forte importanza per le loro comunità, così da poter avere un’esperienza che abbia un significato anche per le altre persone. Poiché gli spazi e gli arrangiamenti finali varieranno in maniera estrema da un concerto all’altro, sia il pubblico che i musicisti vivranno una musica che esisterà solo in quel momento, e mai più.

3. Una serie di video che documenta queste performance in forma intensamente soggettiva e artistica
Lavorerò con una regista e operatrice video italiana per catturare un’impressione di ogni performance. Questo distoglie il pubblico dal peso di documentare – niente riprese con cellulare – e incoraggia un’esperienza consapevole al posto di un semplice consumo. Naturalmente, servirà anche a creare qualcosa di rappresentativo da sacrificare come “contenuto”, mantenendo la distinzione tra il mercato commerciale che lo richiede e la performance basata sul momento che rifiuta questa necessità.

4. Un film documentario/concerto che evidenzi la creazione e presentazione di questo lavoro
I filmati presi dalle performance, insieme a interviste ai musicisti, a membri del pubblico, organizzatori, e così via serviranno come finestra sul processo creativo.

5. La base di un progetto di dialogo culturale tra artisti internazionali e culture diverse, basato su un beneficio universale e su un lavoro e una conversazione creativa ricca di significato, perdurante e sostenibile
Gli artisti sono fornitori di servizi, come gli impiegati statali o i sacerdoti: abbiamo uno specifico lavoro da svolgere che si rivolge alle necessità della comunità che ci circonda, necessità che sono tanto spirituali quanto estetiche. Ma se consideriamo il fatto che il contesto può cambiare (o indebolire) il significato del nostro lavoro, noi artisti dobbiamo prenderci le responsabilità non solo delle intenzioni che stanno dietro ai nostri lavori ma anche al loro contesto: come e dove e a chi vengono presentati. La comprensione immediata e intuitiva che Marco, i C+C e i miei altri collaboratori italiani hanno nei confronti delle implicazioni più estese del dialogo artistico – dall’interpersonale al condiviso, dal regionale al nazionale, dal continentale al globale, non solo rende possibile questo lavoro ma riflette anche un’intensa sensazione di orgoglio e buona conduzione che hanno ripristinato la mia fiducia nella cultura umana intesa come essere vivente: la sicurezza che non importa quanto la società si diluisca e si concentri sulla commercializzazione, la nostra umanità potrà comunque durare un altro po’.

credits

released April 8, 2016

Additional recording / orchestration / realization occurred at:
Green Machines MK II, Los Angeles, California with M. Geddes Gengras
OFF Studio, Torino, Italy with Paul Beauchamp
Vaggimal Studio, Vaggimal (VR), Italy with Francesco Ambrosini
and Studio In Exile by Miles Cooper Seaton

Additional musicians:
Zeon Baldi: Percussion
Bradley Cook: Bass guitar, guitar, organ
Phil Cook: Slide guitar
M. Geddes Gengras: Modular synthesis
Leanne Pedante: Vocals, piano, Wurlitzer
Fabrizio Modonese Palumbo: Viola
Joe Westerlund: Percussion

String arrangements by Jeremy C. Simon

Poster layout and design: Roberto Maria Clemente
Lyrics translated into the Italian by Robin Luis Fernandez

Produced by Miles Cooper Seaton
Recorded by Brian Haran at Pinebox Recording, North Carolina
Mixed and mastered by Jim Bob Aiken
All words and music written, arranged and performed by Miles Cooper Seaton*

*"Persona (The Killer)" includes an adaptation of the traditional Cherokee poem, "The Killer"

Layout and design: Leanne Pedante
Photography: Ana Blagojevic
Management: Emily Moore at Southern Bird - www.southernbird.com

All compositions © & ℗ Miles Cooper Seaton 2016 - www.milescooperseaton.com

Released in Italy on La Famosa Etichetta Trovarobato/Vaggimal Records

Dedicated in gratitude and loving memory to Celia Anderson Seaton.

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trovarobato Bologna, Italy

Trovarobato è un'associazione culturale che opera come etichetta discografica, booking, centro di produzioni radiofoniche ed eventi. Ha sede a Bologna. Trovarobato è: Robin Luis Fernandez, Gianluca Giusti, Andrea Lodi e Michele Orvieti.

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Track Name: It Just Does
It Just Does


(And) I watch the world turn round
and
I watch the sun beat the ground
I watch the clouds filling up
just to let out again

it just comes down again
it just does

(And) I don't question
the night
The magic of electric light
I've hardly seen the sun come up
when it goes down again

it just goes down again
it just does

(And) I lie and wait on the beach
throw
rocks at birds hovering just out of reach
I wonder why
I wonder what
is going down again

it just comes down again
it just goes down
it just does